Ora disponibile in preordine suPreordina suKickstarter
Bambino di 18 mesi sveglio di notte nel suo lettino, chiamando i genitori
Guide e Consigli23 agosto 2026·7 min de lecture

Regressione del sonno a 18 mesi: cosa succede e come accompagnarla

Risvegli notturni, rifiuto di dormire, pianti al momento di andare a letto: la regressione del sonno a 18 mesi colpisce la maggioranza dei piccoli. Ciò che dice la scienza e come accompagnarla.

Il tuo piccolo dormiva abbastanza bene, e da qualche giorno si sveglia più volte durante la notte, piange al momento di andare a letto o rifiuta di addormentarsi da solo. Intorno ai 18 mesi, questa regressione del sonno colpisce la grande maggioranza dei bambini, ed ha cause di sviluppo ben identificate, non è un semplice capriccio o un errore da correggere.

Che cos'è la regressione del sonno a 18 mesi?

La regressione del sonno a 18 mesi indica un periodo di alcune settimane in cui un bambino che dormiva relativamente bene ricomincia a svegliarsi di notte, a piangere al momento di andare a letto o a rifiutare il pisolino. Colpisce la grande maggioranza dei piccoli in misura variabile e non è legata a un errore dei genitori. Verso i 18 mesi, questo periodo di regressione del sonno nel bambino sconvolge temporaneamente le buone abitudini di sonno già consolidate, prima di un ritorno graduale a un ritmo di sonno più stabile.

Questa regressione coincide con un momento cruciale dello sviluppo: il bambino diventa più consapevole del suo ambiente, della sua autonomia nascente e della presenza (o assenza) dei genitori. Contrariamente alle regressioni più precoci (4 mesi, 8-10 mesi), ampiamente legate alla maturazione fisiologica del ciclo del sonno, quella a 18 mesi è maggiormente influenzata da fattori emotivi e cognitivi.

Ciò che dice la scienza: l'ansia da separazione al centro della regressione

L'ansia da separazione raggiunge spesso un picco intorno ai 18 mesi, e la sua intensità individuale determina in gran parte il modo in cui un bambino attraversa questo periodo e risponde alle strategie di accompagnamento. Un bambino molto ansioso all'idea di separarsi dai genitori reagisce diversamente da un bambino più sereno, anche di fronte allo stesso metodo di addormentamento.

Uno studio randomizzato su 91 neonati da 9 a 18 mesi con disturbi del sonno ha confrontato due approcci: il « Checking-in » (controlli regolari e distanziati) e il « Camping-out » (presenza rassicurante progressivamente allontanata). I bambini poco ansiosi hanno progredito con entrambi i metodi, ma solo quelli con un alto livello di ansia da separazione hanno visto migliorare il loro sonno con il Camping-out, il metodo più progressivo e rassicurante (Sadeh et al., 2020). Questo risultato scientifico invita ad adattare l'approccio al temperamento del bambino, piuttosto che applicare un metodo unico a tutte le età e a tutti i profili.

Altri fattori che si aggiungono: linguaggio, motricità, molari

Diversi traguardi di sviluppo si concentrano spesso intorno ai 18 mesi e si aggiungono all'ansia da separazione per disturbare ulteriormente le notti. Nessuna di queste cause richiede un intervento medico particolare, ma conoscerle aiuta a capire cosa sta succedendo.

L'esplosione del linguaggio (il bambino passa spesso da poche parole a decine in poche settimane) è accompagnata da un aumento dell'attività cerebrale che può frammentare il sonno, un po' come negli adulti dopo una giornata cognitivamente intensa. I progressi motori (camminata sicura, arrampicata, primi tentativi di salto) mantengono un'eccitazione motoria che a volte ritarda l'addormentamento. Infine, l'eruzione dei primi molari avviene frequentemente tra i 13 e i 19 mesi e può provocare un disagio puntuale durante la notte, distinto da una regressione installata per diverse settimane. Per differenziarla da altre cause di risvegli, il nostro articolo su spinte dentarie e il sonno del bambino descrive i segnali da monitorare.

Come accompagnare questo periodo senza ricominciare da zero

Accompagnare una regressione del sonno nel neonato o nel piccolo non significa abbandonare le competenze acquisite finora, ma regolare temporaneamente la risposta all'intensità dell'ansia da separazione del bambino a questa età. L'obiettivo resta aiutare il bambino a ritrovare un sonno tranquillo senza ricominciare da zero. Una routine della nanna stabile, prevedibile e leggermente più lunga (alcuni minuti di presenza rassicurante aggiuntivi) è spesso sufficiente per superare il picco senza dover ricostruire tutto successivamente.

Per i bambini più ansiosi, privilegiare una presenza progressiva piuttosto che un metodo più brusco è coerente con i dati scientifici disponibili. Il nostro articolo su bisogna lasciare piangere il bambino per dormire e il nostro comparativo della regressione del sonno a 8-10 mesi permettono di ricollocare questa fase nel più ampio percorso del sonno del bambino. Nominare esplicitamente la separazione durante il giorno (un piccolo rituale di partenza, una frase semplice e ripetuta) aiuta anche alcuni bambini a vivere meglio la notte, che resta la separazione più lunga della loro giornata.

Alleggerire il carico delle notti durante la regressione

Una regressione del sonno di diverse settimane, con risvegli notturni ripetuti, esaurisce i genitori tanto quanto il bambino, sia che il periodo si colloca intorno ai 18 mesi sia che si estenda fino a 12 mesi più tardi a seconda di ogni bambino. Alternarsi tra i due genitori e basarsi su riferimenti oggettivi piuttosto che su una vigilanza permanente permette di attraversare questo periodo senza esaurirsi completamente.

Un monitoraggio oggettivo del sonno del bambino aiuta a distinguere un risveglio isolato da un vero schema di regressione che si instaura, e a capire quando la situazione migliora realmente invece di affidarsi solo all'impressione di affaticamento accumulato.

Importante : Mothair è un dispositivo di monitoraggio del benessere del bambino. Non è un dispositivo medico ai sensi del Regolamento europeo 2017/745 (MDR) e non sostituisce in alcun caso un monitoraggio medico o psicologico professionale. Le informazioni di questo articolo provengono da fonti scientifiche pubbliche e non costituiscono una raccomandazione medica, consultate il vostro pediatra per qualsiasi domanda sul sonno del vostro bambino o sul suo sviluppo.

FAQ

La regressione del sonno a 18 mesi colpisce tutti i bambini?

No, ma è molto frequente: corrisponde a un picco normale di ansia da separazione associato all'esplosione del linguaggio e all'acquisizione di nuove competenze motorie. Alcuni bambini la attraversano appena, altri la vivono più intensamente per diverse settimane.

Quanto dura la regressione del sonno a 18 mesi?

Dura generalmente da 2 a 6 settimane, il tempo che il bambino impiega a integrare le nuove competenze (linguaggio, motricità, autonomia) che temporaneamente disturbano il suo sonno. Una volta stabilizzate queste acquisizioni, il sonno torna più spesso al suo livello precedente.

Bisogna cambiare il metodo di addormentamento durante questo periodo?

La scienza mostra che l'intensità dell'ansia da separazione deve orientare la scelta del metodo: i bambini più ansiosi rispondono meglio a approcci progressivi e rassicuranti rispetto a un metodo più brusco (Sadeh et al., 2020). È possibile adattare temporaneamente la routine senza ricominciare da zero sulle competenze di sonno.

I denti (molari a 18 mesi) possono spiegare i risvegli?

Sì, l'eruzione dei primi molari avviene spesso intorno ai 13-19 mesi e può aggiungersi all'ansia da separazione per disturbare ulteriormente le notti. Un disagio dentale puntuale si distingue però da una regressione installata per diverse settimane.

Quando consultare se il sonno non si stabilizza?

Se i risvegli notturni intensi persistono oltre 6-8 settimane o sono accompagnati da altri segni insoliti (perdita di appetito, regressione del linguaggio, affaticamento diurno significativo), un parere pediatrico permette di escludere un'altra causa e di accompagnarvi.

Da ricordare

  • La regressione del sonno a 18 mesi è molto frequente e non è legata a un errore genitoriale, a differenza delle regressioni più precoci, è soprattutto guidata dall'ansia da separazione.
  • L'intensità di questa ansia deve orientare il metodo di accompagnamento: gli approcci progressivi funzionano meglio per i bambini più ansiosi (Sadeh et al., 2020).
  • Linguaggio, motricità e molari si aggiungono spesso all'ansia da separazione durante questo periodo cruciale.
  • Dura generalmente da 2 a 6 settimane e non richiede di ricominciare da zero sulle competenze di sonno.
  • Un parere pediatrico è utile se i risvegli persistono oltre 6-8 settimane o sono accompagnati da segni insoliti.

Scopri Mothair

La traversa connessa sotto il lenzuolo che veglia sul respiro e sul sonno del tuo bambino, senza contatto.